Il Tartufo

Brevi cenni storici

Molti pensano che il tartufo sia stato scoperto attorno al diciassettesimo secolo, quando lo scrittore Brillat Savarin in una parte del suo celebre trattato “Physiologie du gout “, elencando le virtù di questo prezioso tubero, finiva per consacrarlo definendolo “diamante della cucina “.
In realtà il tartufo era già conosciuto da molti secoli: le prime testimonianze risalgono addirittura a 3000 anni prima di Cristo, epoca in cui i re Babilonesi ricercavano questo tubero prelibato, di cui erano molto ghiotti, per farne ricchi banchetti.
Il tartufo era un grande protagonista anche dei fastosi banchetti nelle corti rinascimentali.

Nel 1788 Pico, presentando la sua tesi di laurea all’Università di Torino, discusse e nominò per la prima volta il tartufo bianco con il nome scientifico di Tuber Magnatum, che in seguito sarà sempre riportato con il nome del suo scopritore: Tuber Magnatum Pico, ovvero il tartufo più profumato e pregiato, utilizzato tuttora nei ristoranti più prestigiosi. Esistono vari tipi di tartufi provenienti da varie zone, ma i più rinomati provengono dall’Italia. Sul mercato come sulle tavole, i più conosciuti e utilizzati sono il Tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico), il tartufo nero pregiato o Tartufo nero di Norcia (Tuber Melanosporum Vitt) e il tartufo estivo (Tuber Aestivum Vitt).